Progetto speciale: Helge Reumann

Helge Reumann è una delle figure più radicali del fumetto europeo. Svizzero, nato nel 1966 e attivo dagli anni Novanta, ha sviluppato un’opera che supera i confini del fumetto per attraversare disegno, pittura, scultura, installazione e libro. Il suo universo visivo è coerente e riconoscibile: la precisione del segno e il rigore della composizione entrano continuamente in tensione con ciò che le immagini rappresentano.

Helge Reumann è il protagonista del progetto speciale di A occhi aperti 2026, in programma a Bologna dal 19 al 22 novembre e dedicato al tema del conflitto. La sua prima mostra personale in Italia porta al centro del festival un autore fondamentale per comprendere alcune delle direzioni più interessanti del fumetto contemporaneo: quelle in cui il disegno diventa un dispositivo visivo aperto, capace di sconfinare nell’arte contemporanea e di intercettare le inquietudini del presente.

Una ricerca tra fumetto e arte contemporanea

Autore di nicchia ma tutt’altro che marginale, Reumann è riconosciuto a livello internazionale nell’ambito della ricerca grafica e del fumetto indipendente. Fin dagli esordi ha contribuito a ridefinire le possibilità del linguaggio, mettendone in discussione formati e convenzioni. Dall’esperienza di Elvis Studio ai libri più recenti pubblicati dalla casa editrice svizzera Atrabile, la sua ricerca ha cercato forme capaci di tenere insieme narrazione, immagine e materia. 
I graphic novel più recenti, Black Medicine Book, SUV, Totale Résistance e Kilmotor, mostrano con particolare evidenza questa apertura verso il territorio dell’arte contemporanea.

Al centro della sua opera c’è un mondo permanentemente sotto pressione. Le sue storie sono popolate da bande, gruppi rivali, architetture minacciose e paesaggi ostili. La violenza può essere esplicita e fisica, ma anche più sottile: prende forma nel fanatismo, nell’omologazione e nella perdita di controllo.
È questa capacità di pensare graficamente la violenza a rendere il lavoro di Reumann particolarmente attuale. Le sue immagini costruiscono una condizione permanente di conflitto, che sembra diventare la struttura stessa del mondo. Attraverso l’assurdo e il grottesco, il suo immaginario restituisce qualcosa di molto concreto: la normalizzazione della violenza, la proliferazione delle immagini belliche, la polarizzazione e la difficoltà di immaginare un punto di vista comune. Il lavoro di Reumann permette anche di interrogare una più ampia eredità europea della guerra: la persistenza di un immaginario bellico che continua a riemergere nella cultura visiva contemporanea.

La forza della sua ricerca risiede anche nella distanza tra la violenza dei contenuti e la precisione della forma. Il segno netto, quasi geometrico, le prospettive rigorose e le composizioni sembrano promettere un mondo leggibile e ordinato. Ciò che accade nelle immagini produce invece spaesamento, ambiguità e inquietudine. È questa frizione tra rigore formale e caos narrativo a generare una delle caratteristiche più singolari della sua opera: un senso di estraneità in cui ciò che è familiare diventa minaccioso.

Il progetto speciale

Per l’edizione 2026, A occhi aperti dedica al conflitto l’intera programmazione e mette al centro la prima mostra personale italiana di Helge Reumann, nucleo di un progetto che attraversa il festival seguendo il filo dei Punti di rottura, titolo dell’edizione e chiave di lettura delle diverse forme del conflitto.
Ospitata nell’Ex Chiesa di San Mattia, la mostra ripercorre il lavoro dell’artista attraverso tavole originali, disegni e installazioni, mettendo in evidenza la continua permeabilità tra i diversi linguaggi della sua opera.
La scelta dell’Ex Chiesa di San Mattia è parte integrante del progetto. La stratificazione della memoria custodita dallo spazio mette in relazione un luogo legato alla storia della città con un’opera contemporanea che riflette su conflitto, violenza e trasformazione. L’universo di Reumann entra così in tensione con un edificio nato per rappresentare un ordine simbolico e sociale profondamente diverso.

Reumann sarà inoltre protagonista di due incontri pubblici in dialogo con Lorenzo Mattotti, figura fondamentale del fumetto d’autore italiano e internazionale, e con Francesco Maria Spampinato. Questi dialoghi metteranno in relazione percorsi diversi, accomunati dalla capacità di usare il disegno come strumento di interpretazione del presente.

Alla mostra si affianca un’importante operazione editoriale: la pubblicazione di due libri di Helge Reumann finora inediti in Italia: Kilmotor, uno dei suoi graphic novel più importanti, uscirà per Sigaretten Edizioni Grafiche in occasione della mostra, in un’edizione speciale che comprende anche un’intervista inedita all’autore realizzata da Hamelin. Sarà inoltre pubblicato Chalet de la haine, volume autoprodotto a tiratura limitata edito da StranEdizioni.

La mostra e le pubblicazioni sono sostenute dalla collaborazione con Pro Helvetia, istituzione svizzera per la promozione della cultura.
Il progetto speciale "Helge Reumann" è realizzato in collaborazione con Musei Nazionali di Bologna - Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna - Ex Chiesa di San Mattia.
Con il sostegno del Ministero della Cultura e dei fondi Otto per Mille dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Con il contributo di di Pro Helvetia.
In collaborazione con Sigaretten Edizioni Grafiche.